L’arte per
sopravvivere
alle peculiarità dell’inesistenza.

© living in verses

confortante trovare riparo
nell’abbraccio di un’altra lingua,
quando si fa tremendamente fatica
a trovare risposte nella prima.

© living in verses

Il cuore che esplode di amore
Non vedo più il marcio; non riconosco il cattivo
Sono una nuvola di pacatezza e candore
Ogni respiro sa di genuinità

© living in verses

Mi circondo di leggiadre allegorie
Affogo i pensieri nelle mezze verità
Dico di star bene e di essere felice
Ma chi voglio raggirare, il mio cuore è a metà
L’arte, si suol dire, dovrebbe medicare
Ma più scrivo e più parlo e più mi chiudo come un riccio
È solo un momento, di sicuro passerà
Ma ‘sto momento sta durando più delle altre avversità

Che voglia di scappare e mi tremano le gambe
Voglio urlare in mare aperto che così non va
Dare un volto a quel logoramento
Per farlo marcire senza pietà

Voglio scappare, sì, perché così non va
Voglio urlare in mare aperto “così non va”

© living in verses

Io e te che ci sfioriamo a malapena
È un rapporto di ribrezzo e sincero affetto
I nostri occhi sono destinati a non incrociarsi
Anche se vorrei poterti vivere intensamente
Nel tuo abbraccio non sento calore
Il mio respiro si appesantisce quando avverte il tuo
Nondimeno qualcosa mi induce a ritornare
In una lotta continua per conquistare il tuo cuore

© living in verses

Il tempo mi ha resa un po’ distante;
Una cicatrice che sono destinata ad avere sempre,
Ma che cercherò continuamente di smussare.
Mi lego con più disinvoltura ai luoghi e agli edifici,
Loro che mi accompagnano nella crescita:
Posso animarli a mio piacimento e caricarli di innumerevoli significati;
Posso palesare il mio affetto senza pretese o aspettative
E rifugiarmici sapendo di non poter rimanere scontenta.

Tuttavia, il tempo mi ha anche resa un po’ forte,
Abbastanza forte da osare di più per vivere appieno;
Dopotutto, il tempo non smette mai di insegnare,
Così come i luoghi non cesseranno mai di accrescere.

© living in verses

Niente mi rilassa come le passeggiate serali
Nate dal bisogno di scappare dalle responsabilità;
In compagnia dell’alto volume della musica
Che non serve a isolare, ma a ben altro:
Serve a colorare il mondo con le note e i bassi;
Serve a osservare piccoli gesti che le persone si scambiano fra di loro
E darli il valore di uno sguardo ignaro ed estraneo;
Serve a sbirciare dentro le finestre illuminate
E rubare frammenti di quotidianità;
Serve ad ammirare le luci e i rumori smorzati delle strade affollate
E a scoprire l’intimità delle stradine più celate.

Tutto ciò di nascosto e in totale segretezza,
Mentre marcio verso una meta all’apparenza concreta;
Ma in verità di concreto c’è solo il desiderio pungente
Di allontanarmi momentaneamente dalle responsabilità.

© living in verses

“Привет мамочка, как дела?”
Così iniziano sempre le telefonate,
Con gli amici che si divertono a imitare.
Questo periodo è un po’ disagevole, è vero.
Lontana da te, dalla famiglia,
Lontana dagli abbracci che mi fanno riprendere fiato;
Lontana dalla vulnerabilità che a volte vorrei manifestare,
Ma non posso.
Devo rimanere forte, come mi hai insegnato tu:
La donna più forte che conosca, la mia più grande ispirazione.
Auguri a te, ma sappi che ti festeggerei tutti i giorni,
E nonostante la distanza sono lì con voi,

fragorosamente
presente.

© living in verses

(Happy Mother’s Day y’all!)

Chiudo gli occhi per assaporare le sfumature del sole
Sorrido per sentire gli echi di altri tempi
Tappo le orecchie per scoprire dove mi porterà l’immaginazione questa volta
Lontano dal brusio di una decadente contemporaneità

© living in verses