Io e te che ci sfioriamo a malapena
È un rapporto di ribrezzo e sincero affetto
I nostri occhi sono destinati a non incrociarsi
Anche se vorrei poterti vivere intensamente
Nel tuo abbraccio non sento calore
Il mio respiro si appesantisce quando avverte il tuo
Nondimeno qualcosa mi induce a ritornare
In una lotta continua per conquistare il tuo cuore

© living in verses

Il tempo mi ha resa un po’ distante;
Una cicatrice che sono destinata ad avere sempre,
Ma che cercherò continuamente di smussare.
Mi lego con più disinvoltura ai luoghi e agli edifici,
Loro che mi accompagnano nella crescita:
Posso animarli a mio piacimento e caricarli di innumerevoli significati;
Posso palesare il mio affetto senza pretese o aspettative
E rifugiarmici sapendo di non poter rimanere scontenta.

Tuttavia, il tempo mi ha anche resa un po’ forte,
Abbastanza forte da osare di più per vivere appieno;
Dopotutto, il tempo non smette mai di insegnare,
Così come i luoghi non cesseranno mai di accrescere.

© living in verses

Niente mi rilassa come le passeggiate serali
Nate dal bisogno di scappare dalle responsabilità;
In compagnia dell’alto volume della musica
Che non serve a isolare, ma a ben altro:
Serve a colorare il mondo con le note e i bassi;
Serve a osservare piccoli gesti che le persone si scambiano fra di loro
E darli il valore di uno sguardo ignaro ed estraneo;
Serve a sbirciare dentro le finestre illuminate
E rubare frammenti di quotidianità;
Serve ad ammirare le luci e i rumori smorzati delle strade affollate
E a scoprire l’intimità delle stradine più celate.

Tutto ciò di nascosto e in totale segretezza,
Mentre marcio verso una meta all’apparenza concreta;
Ma in verità di concreto c’è solo il desiderio pungente
Di allontanarmi momentaneamente dalle responsabilità.

© living in verses

“Привет мамочка, как дела?”
Così iniziano sempre le telefonate,
Con gli amici che si divertono a imitare.
Questo periodo è un po’ disagevole, è vero.
Lontana da te, dalla famiglia,
Lontana dagli abbracci che mi fanno riprendere fiato;
Lontana dalla vulnerabilità che a volte vorrei manifestare,
Ma non posso.
Devo rimanere forte, come mi hai insegnato tu:
La donna più forte che conosca, la mia più grande ispirazione.
Auguri a te, ma sappi che ti festeggerei tutti i giorni,
E nonostante la distanza sono lì con voi,

fragorosamente
presente.

© living in verses

(Happy Mother’s Day y’all!)

Chiudo gli occhi per assaporare le sfumature del sole
Sorrido per sentire gli echi di altri tempi
Tappo le orecchie per scoprire dove mi porterà l’immaginazione questa volta
Lontano dal brusio di una decadente contemporaneità

© living in verses

La poesia appartiene a tutti.
Impregna gli occhi dei sognatori,
Ma non sempre fiorisce in versi.
Alcuni cercano delle risposte,
E la stesura regala certezze.
Altri rispettano la sua caducità
E la complessa intimità, in silenzio.
C’è chi è soggetto alla verecondia,
E si nasconde dietro a patine malinconiche.
C’è chi ricerca la comprensione nel prossimo,
E condivide le perplessità più inasprenti.
Ma rimane il fatto che la poesia,
All’aperto oppure nella sua segretezza,
Appartiene all’essenza di chiunque.

© living in verses

A volte mi fermo
A riflettere sulla fortuna che mi ha portato questa vita
E a quante bellezze hanno assistito i miei occhi
Giovani e palpitanti
E ogni volta che viene nominata una terra che ho già esplorato a fondo
Sento il cuore accelerare il ritmo

E a pensare che non è la mia terra
Ma forse un po’ mia lo è diventata

© living in verses

I miei versi sono la profondità e la trasparenza che molto spesso eclisso
Cerco di mostrarmi felice e spensierata, più forte di un macigno e velata da un’innoqua superbia
Un po’ perché lo sono davvero, un po’ perché a nessuno importa lo scompiglio che si ha nell’animo
La sera tardi, tuttavia, quando l’unico rumore afferrabile è la pesantezza dei mille pensieri frastornati
Stilarli con l’intento di restituirli chiarezza diventa vitale
A dire la verità sono fragile quanto il prossimo e provo ancora poca amorevolezza per le mie deformità
Il lacunoso amor proprio lo ricopro eseguendo piccoli rituali, sperando che un giorno diventino concretezza
Poi c’è da dire che piango tanto, ma spesso per giocosità
Cosicché, quando c’è da patire veramente, non ho abbastanza sorsi da versare
D’altronde, tutti quanti vorremmo sembrare impenetrabili agli occhi stranieri
E a volte cerchiamo riparo in qualcosa che ci fa manifestare l’interiorità, per poi ritornare roccia
I versi, dunque, sono la mia fortezza: mi permettono di abbracciare le mie perplessità e investirle in creatività
Senza affidarle a nessuno.

© living in verses

Fosse per me, vivrei sempre di notte
Esisto solo io, abbandonata ai miei pensieri
Avvolta dal silenzio e dal chiarore della luna
Divenendo tutt’uno con le seducenti tenebre
E interamente in pace con i mostri del passato

© living in verses

Una volta ho avuto la curiosità di sfidare il sonno
E lo volevo abbattere con il caffè
L’idea era di passare la notte in bianco
E ripassare per gli esami con una tazza accanto
Ho sottovalutato la sua importanza
Mi son detta “che sarà mai”
Dopo quel giorno che sembrava infinito
Sono terrorizzata dal rivederci duellare
Mi avevano parlato dei mostri immaginari
Di quelle ombre dalle sagome agghiaccianti
Che si cibano della paura che irradia dai corpi affaticati
Ma queste voci mi sembravano assurdità
Quella notte li ho visti e sono tornata subito a letto
Rannicchiata nelle coperte con gli arti supplicanti
Mi sono imposta di dormire, ma gli incubi non mi davano tregua

© living in verses